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I lavori verdi di Marzo;
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Consigli di  www.terranuova.it

Mantenere leggero il terreno

L’alternanza di temperature miti e di improvvisi ritorni di freddo è tipica di questo periodo, ma si è accentuata negli ultimi anni a causa dei cambiamenti climatici. Diventa, quindi, ancora più importante coprire le semine e i trapianti con un velo di tessuto non tessuto per proteggere le piantine in caso di sbalzi termici. Per le semine in pieno campo la copertura offre anche il vantaggio di limitare l’effetto di piogge violente e battenti (anche loro, purtroppo, sempre più frequenti) che tendono a costipare il terreno.

La riduzione del compattamento del suolo può essere ottenuta anche grazie agli effetti secondari della pacciamatura organica.
La soluzione più nota è la copertura del terreno con uno strato di paglia, fieno, foglie o cippato spesso almeno 10-15 cm, ma si possono ottenere risultati altrettanto interessanti con la pacciamatura verde.
Per realizzarla, in questo periodo si devono seminare il trifoglio nano oppure l’orzo. Per assicurarsi una copertura completa del suolo è bene procedere subito dopo la semina a una «rullatura» e a intervenire con un’irrigazione (in mancanza di piogge). La pacciamatura verde sarà pronta quando il trifoglio avrà occupato tutto il terreno o quando l’orzo sarà nella fase di levata, cioè prima della spigatura.

Le piantine da orto (pomodoro, melanzane, peperoni, cavoli e così via) possono essere direttamente trapiantate in mezzo al trifoglio nano. Prima di procedere al trapianto sull’orzo bisogna ultimare la coltura prima allentandola, cioè schiacciandola a terra, e poi incidendo gli steli con una zappa o una vanga per impedirne l’accestimento (una specie di ricaccio).

La pacciamatura verde offre ulteriori vantaggi nel contrasto ai cambiamenti climatici, perché riduce l’evapotraspirazione del terreno e protegge il suolo dall’erosione e dalle alte temperature.

Balconi resilienti

Per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, una strategia alla portata di tutti è la coltivazione sul balcone. Non importa quali piante si coltivano, anche se, come è ovvio, quelle di maggiori dimensioni sono le più efficaci.

La presenza di vegetali intercetta, grazie alla fotosintesi, l’anidride carbonica, garantisce l’effetto albedo grazie alla capacità delle foglie di riflettere la componente infrarossa e assorbe una certa quantità di luce per la funzione clorofilliana. Inoltre, con l’evapotraspirazione le piante mantengono la superficie delle foglie più fredda rispetto all’ambiente circostante, garantendo così un certo raffrescamento.
Per evitare che gli sforzi compiuti in questo senso siano vanificati dall’incremento dei trasporti generato dall’abitudine di sostituire ogni anno il terriccio di coltivazione, è opportuno provvedere a rigenerare il terriccio stesso ricordando che il problema principale non risiede nella riduzione di elementi fertilizzanti, ma nel compattamento, che rende difficile lo sviluppo radicale. Per la rigenerazione si svuotano i vasi dalla terra, mescolandola dopo aver eliminato i residui delle radici e aggiungendo, se è disponibile, del compost, preferibilmente quello prodotto autonomamente con i residui vegetali delle coltivazioni e della cucina

continua su www.terranuova.it

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