A spasso nel CENTRO COMMERCIALE

Le migliori attività commerciali divise per categoria con foto e redazionali completi e OFFERTE sempre aggiornate....

SERVIZI TIPOGRAFICI, GRAFICA e STAMPA ....

Uno staff grafico con esperienza ventennale è a disposizione per promuovere la vostra azienda a 360 gradi

NEWS DAL TERRITORIO

Dai nostri periodici locali - LATINA DOMANI, I BORGHI PONTINI e Scuola e TERRITORIO, notizie e appofondimenti in tempo reale

 

Tradotto in inglese “Alba Longa” di Riccardo Bellucci

La traduzione è stata fatta da Barbara e Tony Pitt e pubblicata sia in Europa che in Nord America

di Luca Priori

L’eccezionale ipotesi dell’ubicazione di Alba Longa (Mater Urbis) condotta da Riccardo Bellucci ricercatore storico-archelogico, che molto ha fatto parlare di sé nell’edizione italiana, è stata tradotta in lingua inglese da Barbara e Tony Pitt e pubblicata da Lulu sia in Europa che in Nord America. Infatti, “Alba Longa”, prefato da Marcello Trombetta a Aldo Onorati, suscitò vivo interesse non solo fra i sostenitori delle varie ubicazioni intorno al lago Albano di Castel Gandolfo, ma anche a livello di semplici amatori, dato che la “vexata quaestio” da secoli apre dibattiti, scontri polemici, feconde ricerche. L’intuizione geniale di Riccardo Bellucci ha spostato radicalmente il sito troppo definito intorno al cratere lacustre suddetto, sistemando la Mater Urbis niente di meno che sulle propaggini del monte Artemisio, sotto al quale, dove ora corre la strada del Vivaro, esisteva un grande lago, prosciugato nel 1929. Tutto quindi torna, perché le indicazioni degli storici antichi Dionisio di Alicarnasso, Strabone, Livio, Plinio il Vecchio etc. collimano con l’ipotesi nuova e sconvolgente di Bellucci. La vera distanza di Alba Longa da Roma la indica Strabone e Bellucci ha misurato puntigliosamente i chilometri: è uscito fuori che il percorso della via Latina porta a Monte Artemisio, il quale, diversamente da quanto si crede, ha la lunga cima piatta, larga circa 300 metri per tutto il percorso del giogo montano. Inoltre, le tracimazioni lacustri hanno lasciato profondi segni, che non ci sono nel lago Albano di Castel Gandolfo. E l’acqua, senza la quale nessuna civiltà può nascere e crescere, era ed è abbondante in questi luoghi. Anche a livello difensivo e militare, la nuova ubicazione presenta tutti i requisti per accogliere una città, cosa impossibile a Palazzola, in quanto essa è situata sotto il Monte Cavo e quindi è indifesa. Non parliamo di Prato Fabio, che è da escludersi sia per la mancanza idrica sia per la piccolezza dell’area. Chi pone l’antica Alba in luoghi limitrofi non tiene conto che manca il territorio vitale per una città dell’importanza della capitale del Latium Vetus. La parola “Albano” derivante da Alba, non si localizza solo in un paese, ma prende la zona di tutti i colli Albani, per cui sia l’Artemisio che il Faete e lo stesso Monte Cavo rientrano nell’area dei Monti Albani.

Bisogna tener presente – dice Bellucci – che una città, specie se capitale, sorgeva, secoli e secoli prima di Cristo, dove era possibile dominare con la vista su un orizzonte di 360 gradi e poteva -e doveva- essere vista dai popoli dipendenti posti al di sotto (come afferma Plinio il vecchio, esistevano 53 fra popoli e città). Ascanio avrebbe potuto scegliere come posti maestosi e sicuri l’attuale Rocca Priora (Corbium) e il Tuscolo.

Il successo dell’ipotesi di Bellucci ha fatto sì che il suo libro ora giri nei Paesi di lingua inglese riaprendo una polemica che sembrava ormai sopita.