A spasso nel CENTRO COMMERCIALE

Le migliori attività commerciali divise per categoria con foto e redazionali completi e OFFERTE sempre aggiornate....

SERVIZI TIPOGRAFICI, GRAFICA e STAMPA ....

Uno staff grafico con esperienza ventennale è a disposizione per promuovere la vostra azienda a 360 gradi

NEWS DAL TERRITORIO

Dai nostri periodici locali - LATINA DOMANI, I BORGHI PONTINI e Scuola e TERRITORIO, notizie e appofondimenti in tempo reale

 

Paolo Ricci, una vita da attore Un poliedrico artista si racconta per noi

1) Presentati liberamente ai nostri lettori e parlaci di te, dei tuoi studi, dei tuoi colleghi più vicini, dei tuoi hobby ed interessi, in campo artistico e non.
Salve a tutti i lettori! Mi chiamo Paolo Ricci e sono un attore… direi più un uomo di spettacolo a tutto tondo a cui piace stare sia sul palco che dietro le quinte, sia davanti che dietro alla macchina da presa. Può sembrare scontato ma non lo è. Molti attori non conoscono infatti appieno, ma dovrebbero, l’universo intero del mondo dello spettacolo. Molti sanno solo stare sul palco e davanti alla macchina da presa e non sanno riferirsi (o non sono interessati) al lavoro che deve fare il regista, il musicista, il fonico, l’operatore di macchina, la troupe, la crew: il tutto “sull’attore”. Dico questo anche perchè ho notato che spesso è un errore di formazione.Io ho fatto la SCUOLA DI TEATRO di Bologna “A. A. GARRONE” e quindi nel mio caso ho avuto una formazione specifica sulla prosa teatrale, ma ho visto e vedo ancora un fiorire di scuole che non preparano l’attore nel lavoro “tecnico” e soprattutto in quello (fondamentale perché ti permette di vivere) amministrativo e legale. Si limitano a insegnargli gli strumenti della “recitazione”. I colleghi che ho pù vicini sono quelli che mi hanno regalato una parte della loro umanità, non solo la parte professionale del loro mestiere. Sono veramente fidati e mi permetto di chiamarli amici, prima che colleghi. Che siano famosi o no, non importa. Sono quelli con cui passo le giornate a lavorare su di un testo e che la sera hanno voglia di parlare di altro, liberarsi dal peso del lavoro e condividere con me anche quelle passioni che esulano dal nostro mestiere. Mi piace pensare al futuro. Certo, conservando nella mente il nostro passato, ma allo stesso tempo mi catturano le immensità dello spazio e della mente umana proiettata nella tecnologia: la soluzioni per i problemi dell’umanità e del suo svago. Sono socialnetwork dipendente, molto per il lavoro, molto per il piacere di navigare nell’oceano internet: vi sono conservate tutte le meraviglie e le emozioni del creato. E sono innamorato dei GDR, giochi di ruolo (sono master D&D 3.0). Inoltre sono un appassionato di fotografia, montaggio video e SOPRATTUTTO del passare tanto tempo insieme a mio figlio.
2) Quanti anni avevi quando hai scelto di iniziare il percorso che ti ha portato sino ad oggi? Da giovanissimo sognavi già di diventare attore?
Ho iniziato verso i 20 anni in un laboratorio teatrale di Pistoia, la mia città, dapprima come un’esperienza semplicemente da provare. Poi, col passare del tempo, mi sono appassionato. Anche perchè ho cominciato a frequentare molte compagnie amatoriali fino a far parte di un circuito che aveva date di eventi, spettacoli, serate di cabaret tutto l’anno, lavoravo sia come operatore che presentatore in una emittente televisiva privata e ho fatto anche l’aiuto regia in un corto ed in un videoclip musicale. A quel punto ho capito che non era solo un esperienza da provare . .. era la mia vita. E così ho cercato e trovato una scuola ufficiale che mi desse la giusta formazione ed un attestato riconosciuto. Finita quella, verso i 28, ero finalmente considerato un “professionista”. Ed ero a Roma.Da giovanissimo quindi non ci pensavo neanche, mi piaceva recitare delle scenette in famiglia e organizzare eventi, stare davanti ad un pubblico mi faceva sentire bene ed ero a mio agio insomma. Ma mi piaceva di più scrivere.
3) Ricorda per noi un aneddoto al quale sei affezionato e spiegaci il perché.
Ho detto che ho cercato una scuola. Bene. All’inizio, quando cominciai a frequentarla, mi accorsi che era un percorso difficilissimo: per entrare partecipai ad una selezione di 6 mesi e da 200 rimanemmo solo in 15. L’aneddoto è questo: quando arrivai a finire quei sei mesi ero arrivato a buon punto ma ero più che sicuro di non aver passato la selezione. L’ultima sera di quel semestre facemmo festa io e tutti i miei compagni ed il mattino dopo, assonnato, ero andato a vedere (giuro, per curiosità!) chi fosse stato preso… quando ho visto il mio nome tra quei 15 ho pensato prima che ci fosse un omonimo, poi ho pensato ad uno sbaglio. Poi mi sono girato verso un’allieva che era stata presa pure lei e le dissi “Ma che mi hanno preso?” e lei: “Eh, pare di sì…” Ecco, lì il dado è stato tratto, e non sono più tornato indietro.
4) Quali sono stati il giorno più entusiasmante e quello più deludente (sino ad oggi) della tua carriera?
Come avrai capito dalla mia precedente risposta i momenti a cui sono più affezionato sono l’inizio di qualcosa (che poi sono pure il raggiungimento di un obbiettivo). Sì, trovano un posto al sicuro nel mio cuore il mio primo passo su di un palco, il mio primo ciack in cinema e in tv. Ma OGNI inizio avventura, che sia un film, uno spettacolo, uno speakeraggio, una partecipazione in tv o in radio, una pubblicità o l’organizzare qualcosa, ogni volta che inizio qualcosa mi emoziono, mi entusiasmo. Non posso elencare qualcosa in particolare, come non posso elencare o definirti una delusione in particolare… le più amare sono quando un progetto veramente bello dovrebbe prendere vita, ma poi muore miseramente ancor prima di nascere o, peggio ancora, nasce male e continua peggio. Quelle sono le delusioni più cocenti.
5) Ci siamo conosciuti sul set di “Bloodline” della Opencinema, cosa hai apprezzato di più di quella esperienza e cosa invece non rifaresti mai?
Che cos’è? Una domanda trabocchetto? Vuoi farmi litigare con qualcuno? Scherzo! La cosa più bella è stata la creazione collettiva. In quel film i nostri personaggi erano tutti legati a doppio o triplo nodo, eravamo connessi da giochi di trama e sottotrama che svelavano solo poco a poco le scelte di ognuno. C’era questo lavoro di ambiguità e suspansce che si reggeva appunto su di un lavoro corale, bellissimo. La delusione, devo ammetterlo, è il fatto che da quell’esperienza ci siamo praticamente tutti persi di vista eccetto due o 3 persone che ancora adesso frequento. Ho lasciato che le sinergie che avevo trovato si dissolvessero col tempo. E da quell’esperienza non l’ho più rifatto. Ho anche creato una mia organizzazione, Progetto TANGRAM, dove convoglio ogni persona con cui mi sono trovato bene in quella che è stata fino ad adesso la mia carriera. E spesso succede che riesca a coinvolgere i miei vecchi colleghi in nuovi progetti, loro apprezzano e quando possono mi ricambiano. Sinergia, appunto.
6) Secondo te un attore ha maggiori probabilità di emergere attraverso il cinema “duro e puro” come accadeva tempo fa, oppure può risultare valorizzato “a pieni voti” anche facendo teatro, cabaret e fiction televisive?
La strada è una non si deve scindere. Molti fanno ancora l’errore, appena sanno che sei un’attore, di dirti: “Ah sì? Attore? E di cosa?!” Questo “e di cosa?” è una croce. In questo mestiere si è attori e basta! Devi saper fare tv come il cinema, teatro come il cabaret, radio come pubblicità. Ma moltissimo è basato sulle possibilità, le occasioni e le capacità che hai di gestirle. Se hai queste doti che tu faccia l’uno o l’altro non importa, emergerai, se poi sei anche bravo meglio ancora, se alla fine sei anche una persona buona e umile allora è perfetto. Vorrei poter dire che questo è un lavoro basato solo sulla meritocrazia, che più sei bravo più lavori, ma purtroppo non è sempre cosi. E’ un mestiere basato sulla necessità della bravura, certo, ma soprattutto sul “piacere agli altri”. Troppo spesso se vuoi avere fama e successo devi saper piacere, essere al posto giusto nel momento giusto, avere doti di “paraventismo” (per non usare altre parole).
7) Cosa ne pensi dei moderni talent show italiani ed internazionali, che oltre ad occuparsi di musica ormai stanno coinvolgendo anche aspiranti attori?
Sarò breve: Non li apprezzo, non dico che li odio, ma quasi. Certo, per rispettare la risposta che ti ho dato prima, quella è anche una possibilità di lancio, un trampolino per dei veri talenti che hanno così il modo di farsi conoscere ed amare. Ma stiamo parlando di talenti veri, che in realtà lo sono da una vita, che già facevano parte degli innumerevoli geni sconosciuti che vivono nel sotto bosco dello spettacolo. E ce ne sono tantissimi! Non immaginereste mai quanti ce ne sono e quanto sono bravi! Gente che non solo da lì ha la carta da giocarsi per vincere, ma è anche capace di confermarsi e durare nel tempo. Il problema è che sono contornati da un oceano di mediocri, di pressapochisti e di ” simpaticoni”, che sanno fare solo una cosa e la sfoggiano come se fosse oro. Sanno solo fare quelle 2 o 3 performace, canzoni o suscitare tanta curiosità per un solo caso. Poi molti basano le loro partecipazioni sul l’intrigo del litigio per poter fare audience. Sono schiavi della visibilità. Schiavi e inconsapevolmente vittime, che abbassando la qualità, danno e ricevono false speranze.
8) La rete, il web ed i social network sono veramente utili per diffondere fama e talento, oppure costituiscono una semplice alternativa alla gavetta?
Penso che siano utilissimi, io li uso spessissimo. Dai miei portali Social io promuovo, gestisco e trovo tantissime occasioni di lavoro. Sono una nuova possibilità che si presenta a talenti che si vogliono esprimere. Fondamentalmente un enorme fetta del futuro della comunicazione. Non direi che sono un’alternativa alla gavetta quindi: lo si può dire se cominci esclusivamente da lì, senza considerare, da stolti, altri campi come il teatro e le produzioni indipendenti. Ma parlare di gavetta al giorno d’oggi senza parlare dell’una “E” dell’altra cosa è impossibile. I social ormai sono connessi con il mondo di oggi nel personale e nel lavorativo. Oramai è un modo di esprimersi tanto quanto fare qualcosa a teatro o al cinema, ecc. ecc. A mio avviso sono semplicemente degli altri canali che si sono aggiunti a quelli che già conoscevamo, e si sono ben integrati. Sono comunque e sempre esperienza e fonte di lavoro.
9) Come percepisci il mondo che gira attorno a “cosplayers”, “impersonators”, “official masks” ed “imitatori”? Secondo te possono assurgere allo status di artisti autentici o sono qualcosa di diverso?
Non so cosa intendi esattamente con la figura dell’imitatore: io per quella definizione sono ancora collegato nella mia infanzia a personaggi come lo storico Alighiero Noschese, durante la mia adolescenza a Gigi Sabani e nella mia maturità a Max Giusti. Ma devo assolutamente dire qualcosa sui “cosplayers”, “impersonators”, “official masks” di cui parli… io li ammiro! Per la loro capacità genuina, senza “secondi fini”, di ricreare i personaggi che hanno amato di più, con i quali sono cresciuti e rievocare quella magica catarsi di emozioni vissute al cinema o leggendo fumetti. Il loro io “puro e bambino” lo esige e glielo fa fare. Sogno da sempre di indossare un costume da Alcorn (alias Koji Kabuto), da Actarus come Duke Fleed, da Hiroshi Shiba in semi-trasformazione tra umano e testa di Jeeg… peccato che non ho il fisico di questi grandi campioni alieni e dell’umanità, per indossarli.
10) Parlaci dei tuoi successi più recenti e di cosa ci stai serbando per il futuro … Ma lasciaci in grado di salutarti con una buona dose di suspance!
Recentemente sono stato a teatro con uno spettacolo di prosa (BUNKER di Dennis Kelly al teatro Furio Camillo), una lettura drammatizzata (L’ENEIDE di Virgilio al teatro Lo Spazio) e in uno spettacolo di teatro ragazzi (LA GUERRA DI MARTIN di Francesco Silvestri, regia di Anastasia Astolfi, al Teatro Sistina e che riprenderemo quest’anno al Teatro Brancaccio). Sul Set ho girato nel 2015 due cortometraggi di cui uno da protagonista (L’ULTIMA TORRE di Riccardo Papa e L’ALTRO LATO DEL LETTO di Laura Tempestilli), è uscito al cinema un film dove ho fatto una partecipazione (FANTASTICHERIE DI UN PASSEGIATORE SOLITARIO di Paolo Gaudio), due web serie (LISTA DI NOZZE di Gaetano Maffia e 140 SECONDI di Valerio Bergesio) e uno spot per l’associazione 30 ORE PER LA VITA. Per iniziare il 2016 ho girato in una pubblicità che andrà presto in RAI. In pentola stanno bollendo anche nuovi corti, film indipendenti, lavori da organizzatore e tecnico teatrale e cinematografico (che come avrete capito non disdegno, ma anzi apprezzo tantissimo) e un nuovo spettacolo di teatro ragazzi che… spero veniate presto a vedere!

EMAIL: infopaoloricci@gmail.com
BLOG/HOMPAGE: http://paoloricci.myblog.it
YOUTUBE: http://www.youtube.com/user/riccipaolo
FACEBOOK PAGE: https://www.facebook.com/riccipaoloattore
GOOGLE +: https://plus.google.com/+PaoloRicciAttore
TWITTER: https://twitter.com/ricci_paolo

 

paolo ricci - 02 paolo ricci - 01 paolo ricci - 04 paolo ricci -  03