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Category Archives: RUBRICHE a tema

Ariccia – Palazzo Chigi, Quattro mani all’ Opera con il duo pianistico Aurelio e Paolo Pollice

Cosa c’è di più bello di un viaggio nel grande repertorio operistico italiano trascritto per pianoforte a quattro mani, un viaggio attraverso indimenticabili melodie che è anche un viaggio nella storia italiana dell’Ottocento? Lo propongono, per gli “Sfaccendati”, domenica 16 giugno alle ore 19:15 nella Sala Maestra di Palazzo Chigi ad Ariccia, due ottimi pianisti, due fratelli, Aurelio e Paolo Pollice che metteranno le loro quattro mani all’Opera! 

Da “Casta Diva” a “Va pensiero”, da “Largo al factotum” a “Vesti la giubba”, da “Una furtiva lagrima” a “Parigi o cara”, dall’ Ouverture del “Nabucco” al Preludio della “Traviata, dall’Intermezzo della “Cavalleria rusticana” a “Nessun dorma”, un viaggio pianistico nel melodramma che non potrà non essere un in-canto.

“I Concerti dell’Accademia degli Sfaccendati” si avvalgono della collaborazione e del contributo del Comune di Ariccia, del contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC) e del sostegno di EXPERT di Genzano di Roma.

Programma

Vincenzo Bellini : da Norma

Ouverture  e “Casta diva”

Gioacchino Rossini : da Il Barbiere di Siviglia

Ouverture e “Largo al factotum della città”

Gaetano Donizetti : da L’ Elisr d’amore

“Una furtiva lagrima”

Pietro Mascagni : da Cavalleria Rusticana

“Intermezzo”

Ruggero Leoncavallo : da Pagliacci

“Vesti la giubba”

Giuseppe Verdi : da Nabucco

Ouverture e “Va pensiero”  

Giuseppe Verdi : da La Traviata

Preludio e Scena e duetto “Parigi o cara”

Giacomo Puccini : da Turandot

 “Nessun dorma”

Per informazioni e prenotazioni

06 9398003 – 3331375561

info@concertiaccademiasfaccendati.it

www.concertisfaccendati.it

Tradotto in inglese “Alba Longa” di Riccardo Bellucci

La traduzione è stata fatta da Barbara e Tony Pitt e pubblicata sia in Europa che in Nord America

di Luca Priori

L’eccezionale ipotesi dell’ubicazione di Alba Longa (Mater Urbis) condotta da Riccardo Bellucci ricercatore storico-archelogico, che molto ha fatto parlare di sé nell’edizione italiana, è stata tradotta in lingua inglese da Barbara e Tony Pitt e pubblicata da Lulu sia in Europa che in Nord America. Infatti, “Alba Longa”, prefato da Marcello Trombetta a Aldo Onorati, suscitò vivo interesse non solo fra i sostenitori delle varie ubicazioni intorno al lago Albano di Castel Gandolfo, ma anche a livello di semplici amatori, dato che la “vexata quaestio” da secoli apre dibattiti, scontri polemici, feconde ricerche. L’intuizione geniale di Riccardo Bellucci ha spostato radicalmente il sito troppo definito intorno al cratere lacustre suddetto, sistemando la Mater Urbis niente di meno che sulle propaggini del monte Artemisio, sotto al quale, dove ora corre la strada del Vivaro, esisteva un grande lago, prosciugato nel 1929. Tutto quindi torna, perché le indicazioni degli storici antichi Dionisio di Alicarnasso, Strabone, Livio, Plinio il Vecchio etc. collimano con l’ipotesi nuova e sconvolgente di Bellucci. La vera distanza di Alba Longa da Roma la indica Strabone e Bellucci ha misurato puntigliosamente i chilometri: è uscito fuori che il percorso della via Latina porta a Monte Artemisio, il quale, diversamente da quanto si crede, ha la lunga cima piatta, larga circa 300 metri per tutto il percorso del giogo montano. Inoltre, le tracimazioni lacustri hanno lasciato profondi segni, che non ci sono nel lago Albano di Castel Gandolfo. E l’acqua, senza la quale nessuna civiltà può nascere e crescere, era ed è abbondante in questi luoghi. Anche a livello difensivo e militare, la nuova ubicazione presenta tutti i requisti per accogliere una città, cosa impossibile a Palazzola, in quanto essa è situata sotto il Monte Cavo e quindi è indifesa. Non parliamo di Prato Fabio, che è da escludersi sia per la mancanza idrica sia per la piccolezza dell’area. Chi pone l’antica Alba in luoghi limitrofi non tiene conto che manca il territorio vitale per una città dell’importanza della capitale del Latium Vetus. La parola “Albano” derivante da Alba, non si localizza solo in un paese, ma prende la zona di tutti i colli Albani, per cui sia l’Artemisio che il Faete e lo stesso Monte Cavo rientrano nell’area dei Monti Albani.

Bisogna tener presente – dice Bellucci – che una città, specie se capitale, sorgeva, secoli e secoli prima di Cristo, dove era possibile dominare con la vista su un orizzonte di 360 gradi e poteva -e doveva- essere vista dai popoli dipendenti posti al di sotto (come afferma Plinio il vecchio, esistevano 53 fra popoli e città). Ascanio avrebbe potuto scegliere come posti maestosi e sicuri l’attuale Rocca Priora (Corbium) e il Tuscolo.

Il successo dell’ipotesi di Bellucci ha fatto sì che il suo libro ora giri nei Paesi di lingua inglese riaprendo una polemica che sembrava ormai sopita.

Contro la Duchenne: quando lo sport fa vincere la ricerca

Il gruppo CRI in Bici del Comitato dei Comuni dell’Appia sarà sulle Dolomiti della Val Pusteria, a Villabassa in provincia di Bolzano, dal 20 al 23 giugno 2019, per partecipare a Dolomiti for Duchenne.

L’evento, organizzato a favore di Parent Project ASP, ha come scopo la raccolta fondi a favore della ricerca scientifica sulla distrofia muscolare di Duchenne e Becker. Durante i tre giorni i partecipanti vivranno in mountain bike un’avventura carica di sport, divertimento e solidarietà, scegliendo tra tre percorsi diversi (lungo, medio e corto).

È il quinto anno consecutivo che i volontari del Comitato di Ariccia, Genzano e Lanuvio partecipano all’evento: il loro scopo è fornire assistenza in caso di necessità.
“È una bellissima esperienza anche sul piano umano”, ci confida Sandro De Lucia, il responsabile CRI in Bici del Comitato dei Comuni dell’Appia, “perché in quei giorni siamo a stretto contatto con le famiglie dei ragazzi che soffrono di questa malattia, ne conosciamo le storie. Siamo molto orgogliosi come gruppo: siamo gli unici in Italia ad essere presenti, perché attrezzati e operativi su mountain bike.”

CRI in Bici è un Modulo Operativo formato da operatori della Croce Rossa Italiana su biciclette mountain bike, nato in via sperimentale nel 2013, che oggi si consolida nel panorama delle attività dell’Associazione. Lo scopo è dare maggiore sicurezza e copertura su territori particolarmente impervi a turisti o sportivi, dove altri mezzi di soccorso solitamente non possono arrivare. Le squadre stabiliscono un contatto diretto e qualificato con l’infortunato e, se necessario, allertano gli altri organi competenti per la buona riuscita del soccorso.

A partire dai Castelli Romani sarà anche il Team Civita Bike di Lanuvio, che nei mesi scorsi ha accumulato durante il Dys-Trophy Tour i punti necessari per partecipare alla manifestazione.

“Collaboriamo con Parent Project dal 2013”, racconta Paola Cipriani del Team Civita Bike. “Abbiamo aderito perché contattati da una famiglia di Lanuvio con un ragazzo affetto dalla Duchenne, da allora non li abbiamo mai lasciati. Abbiamo conosciuto tante famiglie e tanti bambini con questa malattia e nel corso degli anni abbiamo sempre organizzato eventi, non solo ciclistici, finalizzati alla raccolta fondi. Siamo riusciti a coinvolgere tante organizzazioni: realtà sportive, gruppi teatrali; e la Croce Rossa ci ha sempre appoggiato.”

A partire dai Castelli Romani saranno 7 volontari CRI in Bici e 15 ciclisti del Team Civita Bike con relative famiglie: perché alla fine, come ci ricordano i partecipanti, l’evento sportivo diventa un momento di partecipazione, conoscenza e scambio di storie ed esperienze.

Roberto Zoffoli, responsabile dell’organizzazione da Roma, è molto soddisfatto: “Il successo in termini di partecipazione di questa edizione è già confermato: l’evento è “sold out”, tutti i posti disponibili sono stati già prenotati.”

Lo scopo di Dolomiti for Duchenne e dell’intero Dys-Trophy Tour (circuito di eventi che si è tenuto da settembre a giugno in tutta Italia) è quello di sostenere Parent Project ASP, associazione nata negli USA nel 1994 e presente in Italia dal 1996, dove rappresenta circa 600 famiglie e lavora per l’intera Comunità Duchenne: oltre 25.000 persone tra pazienti, nuclei familiari, specialisti, ricercatori, terapisti, istituzioni, operatori sanitari, operatori socio-sanitari, scuole, organizzazioni civiche.

La distrofia muscolare di Duchenne e Becker è una malattia rara che colpisce 1 bambino maschio su 5.000. Si stima che in Italia ci siano 2.000 persone affette da DMD-BMD, ma non esistono dati ufficiali in quanto mancano ancora un protocollo, centri di riferimento, diagnosi e cura e un database dedicato.

Dolomiti for Duchenne è organizzato con il supporto di ACSI, che da diversi anni è vicina alla causa di Parent Project e coinvolge tanti amanti della bicicletta che si avvicinano al mondo della solidarietà su due ruote.

FESTA COUNTRY 1-2 GIUGNO 2019 PARCO FALCONE – BORSELLINO APRILIA

Dalle ore 16, cibo, birra, animazione, balli, musica … A STELLE E STRISCE

Pascha’ country club

ZERODICIANNOVE 8 GIUGNO SUMMER EDITION

REVIVAL HOUSE I PIU’ GRANDI SUCCESSI ANNI “80 – “90

Queen Rhapsody 7 Marzo ore 21.00 a Latina ( Liceo G.B Grassi)

The Queen Tribute & i Giovani Filarmonici pontini

CONCERTO DI BENEFICENZA PER L’ASSOCIAZIONE MARTINA e la sua LUNA

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